Bilocale con box nuovo A3

In vendita
Appartamento
Binago
161.000 €
Descrizione
Proponiamo in centro a Binago tre bilocali di nuova costruzione in Classe A3. Tutti hanno il loro Box di pertinenza e giardino quelli posti al piano terra, l'appartamento al piano primo è dotato di terrazzino. Impianto di riscaldamento a pavimento con pompa di calore, pannelli fotovoltaici con batteria di accumulo, cappotto, infissi triplo vetro, ottime rifiniture, resta da ultimare ciò che è personalizzabile.
Al piano terra disponiamo di appartamento di mq 47 e 30 mq di giardino ad euro 161.000 incluso il box. Appartamento speculare con lo stesso prezzo al piano primo.
L'altro appartamento disponibile, sempre ubicato al piano terra è di mq 58 e dispone di mq 30 di giardino e portico e costa euro 194.000.
Per informazioni o appuntamenti chiamate il n 347.2205310 Giuseppe
Binago è un comune italiano di 4 812 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Dista da Como 17 km, da Varese 9 km e dal confine con la Svizzera 6 km. Sorge lungo la strada statale 342 Briantea, che collega i due capoluoghi lombardi. È situato sulla sommità settentrionale del Parco della Pineta di Appiano Gentile e Tradate. Gli abitanti sono comunemente detti scusarìtt.
A partire dal III millennio a.C. si sviluppò nell'area comasca, varesotta e brianzola una civiltà palafitticola, di probabile etnia ligure. A partire dal 1200 a.C. si insediarono nella regione popolazioni di stripe celtica, che portarono la cultura di Canegrate, succeduta poi da varie forme di sviluppo della cultura di Golasecca. In particolare il più antico ritrovamento nell'area attorno a Binago (precisamente a Malnate) è una spada celtica situata in una tomba e risalente all'Età del ferro. La conquista romana della regione, effettuata nel II secolo a.C. dette avvio al processo di romanizzazione. Non risultano ritrovamenti di epoca romana a Binago, ma è probabile che il paese venne fondato da una comunità di veterani romani, data anche la struttura del centro storico, formato da un sistema di corti isorientate, oltre ai ritrovamenti archeologici nei paesi circostanti. In epoca romana da Binago passava la via Novaria-Comum, strada romana che metteva in comunicazione i municipia di Novaria (Novara) e Comum (Como) passando per Sibrium (Castel Seprio).[senza fonte]
Vi sono indicazioni di insediamenti Longobardi nella zona attorno a Binago, che lasciarono tracce sul piano linguistico; ai Longobardi succedettero i Franchi. Il modello istituzionale che si affermò nella regione fu il feudalesimo. A partire dall'VIII secolo l'area di Binago, allora parte della pieve di Appiano, entrò a far parte del contado del Seprio. Il paese sembra essere citato per la prima volta in un atto di vendita del 2 agosto 774, in cui compaiono due testimoni: Romoaldo figlio di Tattone de Bionaco e Lubus vir religiosus de Bionago. In una memoria riferita a un accordo stipulato fra Guido da Velate, arcivescovo di Milano, e il conte Rodolfo del Seprio, in una data compresa fra il 1045 e il 1071, si fa riferimento a un podere nella pieve di Varese, nel luogo detto Binago; sembra che i conti del Seprio possedessero dei beni in quel villaggio. Il 30 marzo 1067 fa da testimone a un atto di vendita un certo Aldone de Binago. Nel 1093 sono documentati a Olgiate due milites chiamati Pagano de Binago e Wilielmus de Binago; "de Binago" comincia infatti a essere usato come cognome.
Binago venne coinvolta nella guerra decennale che vide Milano schierarsi contro Como. Il conflitto, tenutosi tra il 1118 e il 1123, coinvolse tutto il territorio comasco e del Seprio. Nel 1121 i comaschi, dopo aver saccheggiato Varese, assalirono Binago e Vedano, paesi uniti da un patto sacro. Gli eventi sono narrati da uno storico degli Sforza che cita la presenza a Binago di un castello dotato di mura; numerosi combattenti binaghesi vennero catturati e portati prigionieri a Como; in quest'occasione il paese di Binago fu saccheggiato. Si tratta della prima volta in cui, con assoluta certezza, Binago compare nella storia. È interessante notare che già a quell'epoca il paese risultava strettamente legato, come la vicina Varese, ai destini di Milano, alla cui Diocesi del resto apparteneva. L'alleanza che legava Binago a Vedano testimonia a favore di un probabile comune interesse dei due villaggi per il fiume Olona, per i suoi mulini e per la via di comunicazione che esso rappresentava.[5] Il paese di Binago e i suoi abitanti vengono citati in numerosi documenti nel corso del XII e XIII secolo, in età comunale.
Vicende storiche dal XIII al XVI secolo
La lenta e progressiva decadenza del contado del Seprio aveva portato alla crescita di importanza del modesto borgo di Varese e Binago ne seguì in parte le sorti mantenendo comunque un solido legame, tramite i vincoli ecclesiastici, con Milano. Un violento conflitto scoppiò tra Castel Seprio e Milano per la conquista della supremazia territoriale. Nel 1285 una banda di alleati e partigiani dei conti del Seprio, condotta da Guido da Castiglione, raggiunse Varese con lo scopo di punire gli abitanti del borgo per l'aiuto prestato ai nemici Visconti. L'assedio non riuscì, e gli attaccanti vennero respinti fino a Binago e a Vedano. Due anni dopo l'arcivescovo e signore di Milano, Ottone Visconti, fece assalire e radere al suolo Castel Seprio: iniziò così un lungo periodo di governo milanese. L'unificazione della regione attuata sotto le insegne con il biscione dei Visconti si dimostrò in seguito solidissima, e il periodo che seguì pacifico e tranquillo: le sole notizie che abbiamo sono costituite da transazioni commerciali.[senza fonte] Gli Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346 riportano Binago fra le località che nella pieve di Appiano avevano il compito della manutenzione della strata da Bolà ("strada di Bollate").
Il paese seguì le sorti del Ducato di Milano, prima sotto i Visconti e poi sotto gli Sforza, con in mezzo la parentesi della Repubblica Ambrosiana. Nel 1412 il duca Filippo Maria Visconti, da poco insediatosi al governo di Milano, accolse i giuramenti di fedeltà delle comunità che effettivamente lo riconoscevano come sovrano. Un certo Aliolo de Giochis, figlio del fu Giovannolo de Giochis de Binago, in qualità di sindaco e procuratore del comune, giurò fedeltà e obbedienza al duca. Da questo momento in avanti viene, in parecchi documenti, citata la famiglia Castiglioni come possidente di vaste aree nel territorio binaghese: il nobile Francesco Castiglioni nel 1455 possedeva la chiesa campestre di San Pietro in Monello e altri Castiglioni possedevano la non meglio identificata cappella di Sant'Agata. Una prova dell'estensione degli interessi di questa famiglia negli immediati dintorni di Binago verso la fine del XV secolo è fornita da uno stemma affrescato e da due iscrizioni tuttora visibili su un muro esterno del complesso rurale conosciuto come Cassinazza.[senza fonte] Nell'ambito delle campagne transalpine dei Confederati il paese venne saccheggiato dagli svizzeri nel 1510. Binago viene citata nel corso del XV e XVI secolo in numerosi atti pubblici. In particolare nel paese ebbe sede un commissario, responsabile del controllo dell'ordine pubblico e della vigilanza del commercio.
Vicende storiche dal XVI al XVIII secolo
La dominazione spagnola fu caratterizzata da un forte peso fiscale. Seguendo una prassi già affermata in età sforzesca, il governo spagnolo procedette alla concessione a privati di gran parte delle terre del Ducato di Milano. Trasformando una località in feudo, gli spagnoli vendevano a un personaggio soltanto determinati diritti che erano essenzialmente onorifici, giurisdizionali e fiscali; non veniva, cioè, ceduta la proprietà del territorio né dei beni immobili che ne facevano parte. Il possesso era del tutto indipendente dall'istituzione feudale: a causa di ciò erano proprio, in molti casi, coloro che erano già grandi proprietari terrieri di una determinata località ad aspirare al titolo di feudatario. Binago venne infeudata nel 1538 passando ad Antonio Carcassola, poi a Simone de Tassi e tra il 1547 e il 1622 alla famiglia Castiglioni, famiglia che da generazioni era legata da rilevanti interessi economici al paese e al suo territorio. Dopo varie vicende legate ai successori di Nicolò Castiglioni, nella prima metà del XVII secolo il feudo divenne appannaggio della famiglia dei Visconti di Cassano Magnago, e tale rimase, a quanto pare senza ulteriori rivolgimenti, sino alla fine del periodo feudale. Il peso fiscale fu sentito dal paese in particolare in occasione della guerra dei trent'anni, alla quale Binago partecipò inoltre mandando dieci soldati nel 1616. Nel corso del XVI e XVII secolo numerosi binaghesi presero parte al contrabbando di grano verso la Svizzera.
A differenza di quanto si è visto per i secoli precedenti, a partire dalla metà del XVI secolo circa si dispone di una gran mole di documenti, riguardanti essenzialmente la vita religiosa del paese e le vicende dei suoi edifici di culto. Con la visita, avvenuta nel 1566, del delegato padre Leonetto Chiavone, il nuovo arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, incominciò a esercitare anche su Binago quello stretto e costante controllo sulle faccende di tutte le parrocchie che in poco tempo riformò i costumi e la vita religiosa del paese. Il 19 ottobre del 1574 l'arcivescovo in persona visitò Binago: dagli atti di questa visita risulta una descrizione assai dettagliata di tutto ciò che poteva interessare l'autorità religiosa. Il progetto più importante, che stava molto a cuore all'arcivescovo, era la costruzione di una nuova chiesa nel centro del paese e fu probabilmente in quel 1574 che prese forma il progetto per la costruzione della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. L'edificio sorse negli anni a cavallo tra la fine XVI secolo e gli inizi del successivo. Nel 1751 il territorio di Binago si estendeva ai cassinaggi di Monello, Lovaneda, Cassinazza e Roccolo.[senza fonte]
Vicende storiche del XIX secolo
La regione venne conquistata dai rivoluzionari francesi nella campagna d'Italia del 1796-1797 e venne accorpata nella Repubblica Cisalpina e successivamente nella Repubblica Italiana. Nel 1805, nell'ambito di una riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico, Binago e il resto della pieve di Appiano vennero inclusi nel Cantone VI di Appiano; nel 1809 il comune di Binago venne aggregato con Beregazzo ed Uniti e Castelnovo. La riforma amministrativa venne abrogata nel 1816, con la proclamazione del Regno Lombardo-Veneto e l'istituzione della provincia di Como del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1818 venne istituita la scuola elementare maschile e nel 1844 anche quella femminile. Nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza, Binago vide il passaggio dei Cacciatori delle Alpi guidati da Garibaldi in transito da Varese - reduci dalla vittoriosa battaglia di Varese - a Como, presso cui ci sarebbe poi stata la battaglia di San Fermo: si racconta che Garibaldi si fermò a Binago tra il 26 e 27 maggio, salendo sulla torre inglobata dall'attuale complesso scolastico per avvistare eventuali manovre delle truppe austriache.[senza fonte] Nel 1859 la regione venne annessa al Regno di Sardegna[26] e nel 1860 venne eletto il primo consiglio comunale.
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa di San Giovanni Battista
Architetture religiose
Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giovanni Battista (Binago).
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (XVII secolo)
Chiesa di San Giovanni Battista (XVI secolo), internamente decorata dal Morazzone. L'edificio sorse negli anni a cavallo tra la fine XVI secolo e gli inizi del successivo: così come appare oggi, esso è il frutto di un lungo processo di modificazione, sia nella parte architettonica che in quella decorativa, ed è solo in parte simile al progetto originario. Trasformazioni, aggiunte e ammodernamenti, in qualche caso di portata assai vasta, ne hanno sensibilmente alterato nel corso del tempo la struttura e la veste sia interna che esterna, adeguandola di volta in volta alle mutevoli esigenze pratiche, di culto ed estetiche. L'aspetto attuale della parrocchiale di San Giovanni risale in gran parte a una generale ristrutturazione condotta tra la fine del 1800 e gli inizi del ventesimo secolo.
Chiesa di Santa Maria (XV secolo), al cui interno conserva affreschi del Quattrocento e del Cinquecento
Cappella della Madonna
Caratteristiche principali
Codice:
V000447
Città:
Binago
Categoria:
Appartamento
Locali:
2
Camere:
1
Bagni:
1
Mq:
75
Box:
1
Anno:
2025
Classe energetica:
A3
Stato Immobile:
Nuovo
Lati Liberi:
2
Giardino:
Privato
Tipo Cucina:
Angolo Cottura
Riscaldamento:
Centralizzato
Tipo Riscaldam.:
Pompa di Calore
Tipo Impianto:
Pavimento
Serramenti:
Ottimo
Persiana:
Persiana PVC
Pavim. Giorno:
Ceramica
Pavim. Notte:
Ceramica
Pavim. Cucina:
Ceramica
Pavim. Bagno:
Ceramica
Accessori
Antifurto
Aria Condizionata
Ascensore
Cancello Elettrico
Doppi Vetri
Impianto Fotovoltaico
Impianto Satellitare
Porta Blindata
Tapparelle Elettriche
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