Descrizione
A Schignano, in località Posa, a 840 mt di a.s.m. ed a solo 50 metri dall'ingresso del "Sentiero Delle Espressioni" vi proponiamo in vendita un Terreno edificabile di mq 1960 con una volumetria pari a 600 mc, H max mt 6,50. Al momento bosco/incolto. Classe di fattibilità geologica 2.
Per informazioni chiama il consulente Giuseppe Greco +39.347.22.05.310
l Sentiero delle Espressioni, grazie ad un progetto che coniuga foreste, arte e turismo, è nato dalla collaborazione tra ERSAF, Comune di Schignano e gli artisti dell’Associazione la M.A.S.C.H.E.R.A, noti per le tradizionali maschere carnevalesche.
Gli abili intagliatori di legno hanno dato vita, con sgorbie e scalpelli, a forme d’arte nel bosco: le cortecce e i tronchi degli alberi sono così diventati espressioni di allegria e di sorpresa, simboli di saggezza e di paternità, volti intensi ed emozionanti.
Il sentiero conduce il visitatore alla scoperta di una scultura dopo l’altra, in un piacevole percorso nella Foresta Regionale Valle Intelvi.
sentiero delle espressioni
Come raggiungere il sentiero: dal centro di Schignano (Co), seguire le indicazioni fino alla frazione Posa (mt 840), dove è possibile parcheggiare. Procedere a piedi (cartelli) in direzione dell’Alpe Nava (circa 20 min), punto di partenza del Sentiero delle Espressioni (sentiero di facile percorribilità).
Dall’Alpe di Nava (mt 950) si prosegue in direzione della splendida conca dell’Alpe di Comana (mt 1.096), dove sono presenti un piccolo lago (bolla), dei fabbricati rurali e un agriturismo (Agriturismo La Pratolina). Dall’alpeggio, con una ripida ma breve salita, si raggiunge la panoramica cima del Monte di Comana (mt 1.210), da cui si apre una spettacolare vista sul Lago di Como. Si prosegue nel bosco, seguendo il filo di cresta, in direzione del Roccolo del Messo (mt 1.153), antica struttura per la cattura degli uccelli recuperata da ERSAF e della Colma di Binate (mt 1.125), lungo l’itinerario denominato “La Conca di Schignano”. Alcuni pannelli didattici riportano le informazioni sulle architetture rurali della valle e sugli alpeggi di proprietà regionale. Da qui, si prosegue in quota raggiungendo località Crocette per poi dirigersi, lungo mulattiera, verso le falde del Sasso Gordona dove è anche possibile visitare le trincee della “Linea Cadorna”, sistema difensivo della Prima Guerra Mondiale.
Dalle Crocette è possibile riscendere verso Posa lungo l’antica mulattiera chiudendo ad anello l’itinerario del Sentiero delle Espressioni.
Schignano è un comune italiano sparso di 879 abitanti della provincia di Como in Lombardia.
Geografia fisica
Schignano è posizionato nella Val d'Intelvi e il suo punto più alto si trova in corrispondenza della cima del monte Sasso Gordona, a 1410 m s.l.m. L'abitato nelle sue varie frazioni è posto in una conca chiusa dai seguenti monti: il Monte Gringo, il Monte Comana, il Monte di Binate, il Sasso Gordona ed il Monte San Zeno.
Storia
Epoca antica
È stata rinvenuta nell'attuale territorio una tomba con corredo funebre e una spada in ferro con fodero, databile circa al 120 a.C., oggi visibile al Museo archeologico Paolo Giovio di Como.
Epoca medievale: periodo comunale e visconteo
Le prime notizie relative a Schignano risalgono al XIII secolo; anticamente, il paese era situato più in basso dell'attuale livello del centro di Occagno, e lì rimase fino alla peste nera del Quattrocento quando l'epidemia decimó gran parte della popolazione. Il paese fu raso al suolo e ricoperto completamente di calce (l'antico disinfettante, utilizzato per eliminare il morbo). La tradizione narra che, i sopravvissuti, in ricordo dei morti di peste e per scongiurare una futura pestilenza, abbiano ricostruito il paese più a monte - dove ora sorge la frazione Occagno, facendo voto alla Madonna Addolorata di festeggiarla con onore, ogni anno, a ricordo e memoria della salvezza. Così effettivamente avviene dal 1476 e una statua lignea della Madonna Addolorata - detta appunto la "Madonna del Voto" viene portata in processione ogni anno, da allora il 27 dicembre. Nell luogo ove sorgeva l'antico paese, detto "Schignarót", ora si trova una cappellina a ricordo, detta la "Capèla del Calcéta".
Negli Statuti di Como del 1335 comunia locorum de Schegniano, Uratio, Morobio et Castello appartenevano alla Pieve d'Intelvi che la ripartizione territoriale del 1240 attribuiva al quartiere di Porta San Lorenzo e Coloniola della città di Como. Schignano risulta facente parte della Pieve d'intelvi anche dal Liber consulum civitatis Novocomi dove sono inseriti i giuramenti dei consoli del comune dal 1510 al 1517.
Agli inizi del quattrocento Como e le terre di Lugano erano contese tra la famiglia Visconti e la famiglia Rusca, nel 1416 Lotario Rusca vendette Como ai Visconti ma la Pieve d'Intelvi, tutta la Valle e le terre di Lugano rimasero sotto il suo controllo.
Nel 1474 nacque ufficialmente la parrocchia di Schignano, data attestata da un'iscrizione sulla facciata della chiesa di Santa Maria Assunta. La parrocchia era attestata nel vicariato e pieve Vallis Intelvi nel 1651, ma solo dal 1730 il prevosto di Schignano riceve le insegne prepositurali; nel 1788 la parrocchia era di patronato della comunità e all'interno dei confini esistevano anche le chiese di San Giovanni Battista ad Occagno e di San Giuseppe in Auvrascio, tuttora visitabili e utilizzate per le funzioni.
Epoca moderna
Nel 1521, quando Milano e Como caddero sotto il dominio degli spagnoli, l'intera Valle Intelvi - che faceva parte del contado comasco - rimase alla famiglia Rusca fino al 1583, fatta eccezione per il breve periodo della dominazione di Gian Giacomo Medici detto il Medeghino. Come per tutto il territorio della provincia comasca, anche a Schignano si possono trovare tracce profonde dei domini stranieri che si sono susseguiti nei secoli. Dagli atti delle visite pastorali del vescovo Feliciano Ninguarda risulta che nel 1589 la comunità era composta da 65 fuochi per un totale di 300 abitanti circa.
Nel 1644 il comune non era più inserito nella Pieve d'Intelvi bensì nel territorio dei "Cinque comuni della Mezzena" nel contado di Como, di cui facevano parte anche Casasco, Cerano, Mezzena e Pigra.
Dopo esser stato un feudo dei Rusca e dei Marliani, nel 1713 Schignano passò ai Riva Andreotti.
Secondo il "Compartimento territoriale specificante le cassine" del 1751, Schignano era sempre inserito nei "Cinque comuni della Mezzena", ma il suo territorio comprendeva anche i cassinaggi di Retegno, Aurasco, Cassina Bedole, Cassine di Perla, Cassina di Vesbio, Manno e Cassina del Manno. Dal censimento del 1751 emerge che il comune era composto inoltre dalle tre terre di Occagno, Rettegno e Aurascio; comprendeva circa 697 abitanti e non era infeudato, quindi pagava per la redenzione la "mezz'annata" pari a una certa somma di lire ogni quindici anni. L'organo deliberativo della comunità era il convocato, composto da tutti i "vicini", che si riunivano in un luogo per deliberare, eleggevano un sindaco, un console e un cancelliere; spesso quest'ultimo non veniva eletto, per risparmiare il denaro di un salario ed il sindaco ne assumeva le funzioni, tra cui la cura delle pubbliche scritture conservate in una cassa presso la "chiesa figliale". Il console era eletto tra tutti gli uomini di età superiore ai diciotto. Per l'esazione dei tributi veniva eletto ogni tre anni un esattore. Schignano era sottoposto alla giurisdizione del podestà di Como al quale il console prestava giuramento.
Schignano compare nell'indice delle pievi e comunità dello stato di Milano del 1753 ancora appartenente ai cinque comuni della Mezzena. In seguito alla "Riforma al governo della città e contado di Como", il comune venne inserito nel nuovo compartimento territoriale dello Stato di Milano con l'editto del 10 giugno 1757, come comunità appartenente alla Pieve d'Isola nel contado comasco e, nel 1771, contava 708 abitanti circa, in seguito alla statistica delle anime del medesimo anno.
La dominazione austriaca
In seguito alla suddivisione della Lombardia austriaca in province, con l'editto del 26 settembre 1786, Schignano venne confermato all'interno della Pieve d'Isola e inserito nella provincia di Como.
Con il nuovo compartimento territoriale per l'anno 1791, Schignano rimase all'interno della Pieve d'Isola ma inserito nel V distretto censuario dell'allora Provincia di Como.
La dominazione francese
In seguito al passaggio di dominio dagli austriaci ai francesi guidati da Napoleone Bonaparte, il territorio fu suddiviso in dipartimenti come previsto dalla costituzione della Repubblica Cisalpina dell'8 luglio 1797; con la legge del 27 marzo 1798, il Comune di Schignano venne inserito nel Dipartimento del Lario, Distretto di Tremezzo. Con la successiva legge del 26 settembre 1798, venne trasferito nel Dipartimento d'Olona, Distretto XXIII di Argegno, poiché per un breve periodo era stato occupato dalle truppe russo-tedesche. Nel gennaio del 1799 contava 1 015 abitanti. Secondo quanto disposto dalla legge 13 marzo 1801, il comune inserito nel Distretto I di Como tornò a far parte del ricostituito Dipartimento del Lario.
Con la riorganizzazione del dipartimento, avviata a seguito della legge di riordino delle autorità amministrative del 1802 e resa definitivamente esecutiva durante il Regno d'Italia, Schignano venne inserito inizialmente nel Distretto V ex comansco di San Fedele Vall'Intelvi, classificato comune di III classe e successivamente collocato nel Distretto I di Como, Cantone III di San Fedele. Prima dell'aggregazione contava 1 042 abitanti, dal 1807 fu disposta una concentrazione per i paesi di II e III classe così Schignano venne aggregato ad Argegno tale scelta venne confermata nel 1812.
Dal periodo risorgimentale a oggi
Cartolina di Schignano del 1943
Dopo il Congresso di Vienna, la regione tornò di nuovo all'Impero Asburgico dominio che durò fino ai moti del 1848 che portarono alla liberazione; anche Schignano diede il proprio contributo in queste vicende, con il valoroso patriota Domenico Ceresa detto "Tardèt" che si unì con altri ribelli intelvesi, come l'eroe sanfedelino Andrea Brenta, ai moti di rivolta al dominio degli austriaci. Da notare che il territorio di Schignano ospitava il cosiddetto "Casino dei Signori", quartier generale degli insorti.
Con l'attivazione dei comuni della provincia di Como, in base alla compartimentazione territoriale del Regno Lombardo-Veneto, il ricostituito comune venne inserito nel Distretto V di San Fedele e confermato dal dispaccio governativo del 2 settembre 1826, in seguito del successivo compartimento delle province lombarde.
In seguito, con il compartimento territoriale della Lombardia, il Comune di Schignano fu inserito nel Distretto IX di San Fedele e era composto da 1 984 abitanti. Con l'unione della Lombardia al Regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale previsto dal Decreto Rattazzi, Schignano fu incluso nel Mandamento VI di Castiglione e Circondario I di Como, Provincia di Como composto da 2 063 abitanti. Il Comune era retto da un consiglio di quindici membri con una giunta di due membri. Alla costituzione del Regno d'Italia, il Comune aveva una popolazione di 2 015 abitanti; esso entrò ufficialmente a fare parte del Regno, amministrato da un sindaco, una giunta e un consiglio.
Il 27 luglio 2021 il paese di Schignano fu colpito da un'alluvione che devastò alcune strade del centro storico di Occagno.